martedì 12 luglio 2011

sottovoce

ti vedo tra la gente
corro, abbraccio
i tuoi occhi coi miei
poi ancora divisi
da braccia sudore inchiostri
e la pelle degli altri.
ti stringo a me
in una mano hai un bicchiere di vino
di terza categoria, ridi parli
i tuoi capelli gli ultimi tre giorni
mentre sottovoce ti
dico che sei bellissima
contro i difetti che non hai,
tu barcolli
ed io ti amo.

è bello dirti
per la prima volta
ci vediamo domani.

lunedì 11 luglio 2011

complicato

ho cercato di scriverti
una poesia ma
quando penso a te
sei sempre troppe cose
troppe parole pensieri
quando penso a te
non ho proprio nulla.
è complicato descrivere
le cose meravigliose.

domenica 10 luglio 2011

influenza

non la ascoltai però
mi divertii lo stesso,
correre
tra le auto ferme in coda
bussare ai campanelli e
scappare e correre ridere
insieme, ridere ancora.
come quando sotto le coperte
guardavamo il tuo film
preferito, come quella volta
in cui mi ammalai di sabato

sabato 9 luglio 2011

shoegazing

cammino guardandomi le scarpe
ma loro non ci pensano
non sanno
dei sassi lanciati dei
fuochi nelle vie
continuano a non sapere
e recitano bene. qui
non ci metteremo in riga,
comunque vada.

venerdì 8 luglio 2011

Atomi

Nonostante i sogni
tu resti,
unità base di
un sistema
devoto al tracollo.

Decrescite

Certo che siete proprio impossibili, perché non crepate tutti una buona volta? Coraggio, non ci vuole molto. Un frullato di medicine prese al supermercato, un botto in auto finiti i vostri gin-lemon. Si, d'accordo, poi vi spettinereste, in fondo morire è una cosa importante anche per voi, mi pare giusto. Ora però andateci piano, andateci piano lì sotto, gente, tra poco ci strapperemo i vestiti, tireremo i capelli, piangeremo tutte le nostre lacrime ed urleremo tutto il fiato che ci entrerà nei polmoni. Datevi una mossa, è ora di chiudere questo cerchio, io non ho alcuna voglia di raccogliere altra polvere.

giovedì 7 luglio 2011

fermata del pullman

se ne vanno
dietro mezzi sorrisi
l'imbarazzo
le parole appiattite
in fondo alla gola
cercando un gesto un cenno
assenso, dissenso
ma chiusure ermetiche
in verità
veli sul nulla.
ma è così difficile
dire grazie?


[seppur in origine il titolo fosse " MA È COSI' DIFFICILE DIRE GRAZIE, TESTA DI CAZZO? "]

carta da pacchi

oggi ho
comprato il francobollo
per la lettera
che ti sto
scrivendo da giorni. poi
cancello
tutto
straccio brucio. mi fermo.
scrivo il
tuo nome su
carta da pacchi,
mi chiedo se
ti piacerà
il modo in cui ho scritto
ti amo.



[ erano le 3:37, eri tu ]

la casa degli specchi

lasciami andare mentre
mi tieni qui
galleggiare più sotto che sopra,
il tempo per respirare
l'hai inghiottito
nel nostro intero tragitto dicevi, promettevi
conoscere
strada e svolte e vie
ma poi cosa poi
i tuoi dubbi tu
corrodimi l'anima e non mento
corrodimi dentro quando
i tuoi occhi si abbassavano
sulle vetrine a leggere
di te
articolo migliore dell'ambizione
incanalata in persone, file intere
regali da discount
saldi di fine stagione, richieste
e richiesta.
in fondo solo l'ultimo
ad entrarti dentro.
la casa degli specchi
stanze in denuncia silenziosa
di quei colori
che piacevano tanto a te

the winter

martedì 5 luglio 2011

svuotare

ma che cazzo ci fai tu lì/ certe parole non fanno per te/ perché mi dici che non capisci/ io non capisco il perché di quel tempo perso/ certo sei ostinata/ si è il mondo ad essere in ritardo/ si sono gli altri a non saper distinguere il rosso dal nero/ l'anno prossimo ti regalerò uno specchio/ tu svuota l'armadietto del bagno/ io mi vomito sulle scarpe quel che restava di te

domenica 3 luglio 2011

capelli in disordine

ma in fondo che ne sai, in fondo tu che ne sai potrebbe essere oggi come potrebbe non essere mai. mi continui a chiedere domandare esasperare di domande a cui non so rispondere, l'ora la sveglia la cena e tu che parli tu che urli mi sento svenire come l'ansia di un corridoio d'ospedale, come l'odore che c'è in ospedale. dimentico cose ne ricordo di inutili in unione tra me e contro di me, con le ossa rattrappite da giorni mi frani addosso e non ho il tempo di ricominciare a respirare come un'onda contro il mare come l'onda contro l'uomo. mi cerco e mi cerco di spiegare fraintendi e non capisco se volontariamente poi ridi e cristo, ridi, mentre mi giro dall'altra parte non sentendomi chiamare, capelli in disordine, vestiti sformati occhiaie grige mi chiedo perché ti chiedo come cosa, poi mi sveglio e la faccia e lo specchio scheggiato e tu ed io, ma ero già solo da ore. bicchieri scuri e macchie sul pavimento, non avrei dovuto mangiare pesante.

[evitabili notti di noia improvvisa come evitabili post]

sabato 2 luglio 2011

Al Pacino

ieri notte
ci siamo distrutti
le urla il mucchio
cadere rialzarsi.
barricate
di solo rumore e
le mani
di Al Pacino.
è tardi
ho fame, apro
il frigo ma è vuoto
è finito tutto.
è finito tutto
e anche male


[le comiche, proprio]

dormo sul divano

danno
un film francese
un po' brutto. mi
fischiano le orecchie
e dirti che ti amo
non è facile
come credevo, ma
lo sai

giovedì 30 giugno 2011

3:39

ho scritto una poesia alle 3:37.

sabato 25 giugno 2011

polmoni

vorrei dei
polmoni più grandi per avere
più parole da dirti.
mi guardi
le mani, le labbra rosse
d'un fiato
di te

lunedì 13 giugno 2011

Sette

Play. Play. Play. Play. Play. Play. Play.
Sette volte. Sette Play. Ascolto le sette canzoni, tutte insieme. Non esistono più i duetrequattro quarti. Le chitarre si fondono coi sintetizzatori. Beat su beat. Lo-Fi frenchhouse indie funk newvawe acoustic NOISE. Tutto mescolato in mille grancasse mille suoni durate differenti attimi ritagliati unici, dovresti esserci. Il finale è perfetto. Vorrei essere meno lucido vorrei parlare con il signor Gurdjieff, mente annebbiata parole pensieri nudità sesso violenza ma tutto respirando piano a fondo come aprire gli occhi sulla persona che ami come riemergere dopo l'apnea. Piano, a fondo. Il caos le sirene l'armonia dello scontro mentre frano al suolo sfinito un buco nella mente vomito materia grigia e stringo tra le mani l'erba strappata urlando contro me, finendo come un film comico drammatico. Rido e piango allo stesso tempo ma mi specchio ho macchie scure sul volto vestiti che non ho mai indossato sporco sbatto la testa contro le mattonelle color senape e ascolto e ascolto e ascolto ancora poi penso a te, mi sembra così te, la confusione l'arpa degli ultimi istanti il singolo uomo che non capisce non si domanda aspetta e non si risveglia. Dolce meravigliosa tortura.

Guardarti

Mentre osservava le auto passare fuori dal finestrino rigato di pioggia, lui continuava a chiederle di guardarlo. Doveva dirle qualcosa di importante. Lei sapeva cosa. Voleva guardarla negli occhi. Lei sospirò, osservò il suo volto per un attimo, voltandosi pochi istanti, prima di dargli di nuovo le spalle ed aprire la porta. Uscì, mentre lui continuava a chiamarla, ed il nome di lei veniva schiacciato al suolo dall'acqua.

[ore tarde e piuttosto poca fantasia, bella schifezza]

Lunedì, 10:52

Prendete gli Smiths, metteteli in loop, copriteli di un medio strato di shoegaze e togliete qualità audio al tutto. Ora vi potrete liberamente accorgere che è Lunedì mattina, pioviggina, e che neanche le sigarette potranno rallentare un'altra settimana.


domenica 12 giugno 2011

dettagli

ho bisogno di aprire le mie vene devo bere lasciarmi andare in questo fiume che mi scorre contro farmi portare via, ora! sento premere in petto l'inutile bisogno di dettagli definiti ma ora voglio solo nebbia e caos dentro e fuori me dentro e fuori i miei occhi, solite parole le stesse identiche parole ogni cazzo di volta mi vorrei vedere morto lungo un marciapiede assiderato nel pieno di questo inverno senza fine ti guardo e grido nocche rotte lividi schiene piegate passi lenti mentre tengo il conto alla rovescia della mia caduta rovina distruzione particella per particella NO! vortice stridio rumore apro la mente immersa sott'acqua e mi lascio annegare. respiro.